Lezioni su “Cinema e Italia meridionale”

ÚRJL FFMU, Dipartimento di italianistica, presenta un ciclo di lezioni su “Cinema e Italia meridionale” di Etami Borjan, Università di Zagabria. Il ciclo è aperto a tutti gli interessati sulla piattaforma Zoom https://cesnet.zoom.us/j/97207968904.

23. 4. 2021 Hana Fasurová


L'amore molesto di Mario Martone (1995)

Martedì 4 maggio, 14.00 - 16.00

Lezione I – Nuovo cinema napoletano

Un’importante svolta nella rappresentazione del Mezzogiorno avvenne alla fine degli anni ’90

grazie al film collettivo I vesuviani (1997), film-manifesto di una nuova generazione di cineasti

napoletani (Mario Martone, Antonio Capuano, Stefano Incerti e altri) che raccontano a modo

loro la realtà ponendo la loro città al centro dell’interesse. Questi cineasti hanno decostruito gli

stereotipi del Mezzogiorno come l’Altro nella cultura italiana. Sensibili al passato e ad altre

culture, questi registi traggono spunto dalla realtà e dai problemi attuali della città multietnica e

multiculturale e non evitano a svelare i suoi lati più nascosti.

 

Mercoledì 5 maggio, 12.00 - 14.00

Lezione II – Sicilia sullo schermo

Il Mezzogiorno è stato rappresentato per decenni attraverso gli stereotipi di violenza,

arretratezza, tradizioni arcaiche, isolamento, povertà. Una visione simile del Mezzogiorno

“primitivo” è stata presente anche nella letteratura europea già dall’800: l’immagine del Sud

abitato da una popolazione dei “barbari” con i propri costumi e valori pre-moderni appariva

insieme alle immagini poetiche e pastorali dello splendido paesaggio e del piacevole clima. A

partire dalla fine dell’800, i meridionali sono stati rappresentati come l’Altro; un popolo la cui

cultura era molto differente da quella settentrionale. Lo scopo di questa lezione è fare un breve

percorso della storia del cinema italiano concentrandosi in particolare sulla rappresentazione

della Sicilia nei film girati nella seconda metà del 900. La seconda parte della lezione sarà

dedicata ai registi contemporanei.

 

Giovedì 6 maggio, 16.00 - 18.00

Lezione III – Nuovo cinema sardo

Il nuovo cinema sardo nasce alle fine degli anni ’90 grazie al gruppo di giovani registi nati e

cresciuti in Sardegna (Salvatore Mereu, Enrico Pau, Giovanni Colombu, Gianfranco Cabiddu e

altri) che girano i film sulla realtà contemporanea evitando i cliché nella rappresentazione

dell’isola. I loro film sono ambientati nelle zone urbane e i personaggi parlano in lingua sarda e

usano anche i dialetti. Lo scopo del nuovo cinema sardo è dare una nuova immagine della

Sardegna lontano dagli stereotipi che esistevano nel cinema italiano grazie al grande successo dei

film di De Seta (Banditi a Orgosolo, 1960) e dei fratelli Taviani (Padre padrone, 1977).


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